C’è un filo invisibile che unisce il cielo e la terra, la sfida acrobatica dei trampolieri e il passo cadenzato di chi danza in cerchio. Quest’anno, il Palio dei Trampoli torna a vibrare di una vitalità antica e modernissima grazie alla partecipazione di “Quelli delle danze popolari di Urbino” e al talento poliedrico di Giuseppe Grassi.
Una Storia che Viene da Lontano: Dagli “Anima Populi” a Oggi
Il gruppo, colonna portante del folklore locale, affonda le sue radici alla fine degli anni ’90 sotto il nome di Anima Populi. Nel corso dei decenni, il progetto è cresciuto, accogliendo musicisti e ballerini da tutto il territorio e trasformandosi, circa quindici anni fa, nell’attuale realtà: “Quelli delle danze popolari”.
Oggi il gruppo è il custode di una tradizione viva, quella del Balfolk, che trasforma la danza in un atto di pura condivisione. Non aspettatevi una rigida esibizione frontale: il Balfolk è inclusione. In cerchio, in coppia o in lunghe catene umane, la danza rompe le barriere tra generazioni, coinvolgendo bambini, giovani e meno giovani in un’atmosfera informale dove non conta la perfezione del passo, ma il piacere di stare insieme.
Note d’Autore: Il Viaggio Musicale di Giuseppe Grassi
Ad accompagnare i passi e a dettare il ritmo sarà la maestria di Giuseppe Grassi. Musicista precoce e instancabile ricercatore, Grassi ha attraversato generi e strumenti — dal pianoforte alla chitarra, fino alle percussioni — per poi approdare, nel 2012, al colpo di fulmine per le danze popolari francesi e bretoni.
Già noto per le esperienze con i Tona Libre e il duo Di Doux, Grassi porta al Palio una sensibilità rara, arricchita dai suoi recenti studi sulla nyckelharpa e sulla musica scandinava e barocca. La sua fisarmonica non sarà solo uno strumento, ma un ponte capace di trasportare il pubblico dalle corti rinascimentali alle feste di piazza della Bretagna.
Un Palio per Tutti
La presenza di questo ensemble al Palio dei Trampoli non è solo un momento di spettacolo, ma un invito alla città. Tra una sfida e l’altra, la piazza diventerà un grande salone a cielo aperto dove strumenti acustici come fisarmoniche e violini risuoneranno nel solco della tradizione dei grandi balli europei.
“L’obiettivo non è la performance, ma il piacere di mantenere vive le tradizioni in chiave contemporanea.”
Preparatevi a lasciare che i piedi seguano il ritmo: al Palio 2026, la musica popolare promette di farci sentire tutti un po’ più vicini, con il cuore che batte all’unisono con la terra, mentre i trampoli sfidano le nuvole.





