A Verona è stata scritta un’altra pagina importante di questo splendido progetto che stiamo portando avanti, un percorso fatto di relazioni, collaborazione e soprattutto di valorizzazione delle nostre eccellenze e della nostra identità.

Questa volta si è allargata la platea delle eccellenze urbinati presenti al Tocatì. Accanto ai trampoli, che ormai da quasi vent’anni – dal 2007 – rappresentano Urbino grazie alla collaborazione tra il Centro Socio Culturale Don Italo Mancini e l’Associazione Giochi Antichi di Verona, abbiamo unito altre importanti espressioni della nostra tradizione: gli amici della Festa dell’Aquilone, del Clivio Fiorito di Cavallino con la Crescia sfogliati, dei balli popolari e delle tante realtà associative che custodiscono e tramandano il patrimonio della nostra città.

È stato un successo entusiasmante, accolto a Verona con grande partecipazione e curiosità. Ma soprattutto è stata la dimostrazione concreta di quanto le nostre tradizioni, quando vengono raccontate, vissute e condivise, abbiano ancora oggi una straordinaria capacità di coinvolgere e creare relazioni.

Questa, però, è soltanto un’altra tappa del percorso che stiamo costruendo. C’è ancora tanto da fare e, soprattutto, c’è ancora molto lavoro da fare per far comprendere pienamente il valore di ciò che stiamo portando avanti e l’importanza della salvaguardia delle nostre tradizioni, delle nostre usanze e dei nostri costumi: elementi che non sono semplicemente folklore, ma rappresentano la nostra storia, la nostra identità e il legame tra le generazioni.

Ed è proprio sulle nuove generazioni che dobbiamo investire maggiormente, perché il patrimonio immateriale vive soltanto se viene conosciuto, praticato e trasmesso.

Urbino, inoltre, ha avuto quest’anno un ruolo particolarmente significativo: è stata infatti la prima città ospite del Tocatì. Un riconoscimento importante, che dimostra come la nostra città abbia tutte le caratteristiche per diventare, anche in futuro, un punto di riferimento e una tappa fondamentale all’interno di questo percorso.

L’Associazione Giochi Antichi crede molto in questa prospettiva. Urbino ha un patrimonio straordinario, nel quale materiale e immateriale si incontrano e si completano. Ci sono quindi tutte le condizioni per rendere la nostra città ancora più centrale nella valorizzazione e nella salvaguardia del patrimonio ludico e delle tradizioni popolari.

Un ringraziamento particolare va a tutte le comunità ludiche e a tutte le associazioni che hanno messo a disposizione tempo, energie ed entusiasmo per rendere possibile questa iniziativa. La loro disponibilità è stata una testimonianza concreta di una cosa in cui crediamo profondamente: quando si lavora insieme, si possono raggiungere risultati straordinari.

Grazie quindi al Clivio Fiorito, al Centro Socio Culturale Don Italo Mancini, alle contrade, a Urbino Servizi, ai balli popolari della nostra città e a tutte le associazioni e realtà che hanno partecipato e contribuito a rappresentare Urbino.

Un ringraziamento va naturalmente alla Città di Urbino e alle istituzioni che hanno sostenuto questo percorso, così come alle istituzioni del Comune di Verona e a tutte le realtà che abbiamo incontrato in questi giorni.

Ormai, quando arriviamo a Verona, sentiamo di essere parte di una grande famiglia. Nel corso degli anni abbiamo costruito rapporti, conoscenze e collaborazioni con tantissime comunità ludiche italiane e con le istituzioni veronesi. Sono relazioni consolidate che rappresentano una ricchezza straordinaria e che ci permettono oggi di guardare al futuro con entusiasmo e con la consapevolezza che ci sono tutte le condizioni per fare un grande lavoro.

Il Tocatì ci ha lasciato ancora una volta una certezza: le nostre tradizioni hanno un valore enorme, ma per continuare a vivere hanno bisogno di essere condivise, sostenute e soprattutto trasmesse.

E noi vogliamo continuare a farlo, insieme.

Grazie a tutti.